Psicoterapia

“Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio. Una torre alta nove piani incomincia con un mucchietto di terra. Un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo.”  Lao Tzu

Cos’è la Psicoterapia?

La psicoterapia è una pratica terapeutica della psicologia clinica e della psichiatria, ad opera di uno psicoterapeuta che si occupa della cura di disturbi psicopatologici di natura ed entità diverse, che vanno dal modesto disadattamento o disagio personale fino alla sintomatologia grave.

Etimologicamente la parola psicoterapia – “cura dell’anima” – riconduce alle terapie della psiche realizzate con strumenti psicologici quali il colloquio, l’analisi interiore, il confronto, la relazione ecc., che portano al cambiamento dei processi psicologici dai quali dipende il malessere o lo stile di vita inadeguato, caratterizzati spesso da sintomi come ansia, depressione, fobie, ecc

Lo psicoterapeuta è uno Psicologo o un Medico, regolarmente iscritto al proprio Ordine Professionale, che ha conseguito la specializzazione attraverso un percorso formativo post-lauream presso scuole riconosciute e autorizzate da un’apposita Commissione del MIUR (Ministero dell’Università e della Ricerca).

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

La psicoterapia cognitivo-comportamentale si caratterizza come un approccio veloce, pratico e dalla comprovata efficacia nel trattamento dei disturbi psichici e comportamentali.

Oggetto del trattamento è il problema attuale lamentato dal paziente, del quale verranno studiati i meccanismi cognitivi e comportamentali che ne stanno alla base, allo scopo di modificarli e incrementando il benessere ed il senso di autoefficacia del paziente.

Il concetto fondamentale di questa  terapia è quello di applicare una serie di tecniche che, oltre al comportamento, si propongono la modificazione e il cambiamento dei processi mentali, vale a dire i pensieri e le emozioni; in questo modo l’insieme di tecniche risulta efficace e applicabile ad un’ampia gamma di problemi.

Attualmente la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale viene utilizzata con ottimi risultati nel trattamento di tutti i disturbi mentali: disturbi dell’area nevrotica (disturbi d’ansia, fobie, ossessioni-compulsioni, depressione), disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia), disfunzioni sessuali, disturbi di personalità, disturbi da abuso di sostanze, psicosi (disturbo delirante, schizofrenia), problemi psicopatologici dell’età evolutiva, psicopatologia nell’anziano….

La psicoterapia, però, non è indicata solo per  persone con disturbi psichici inquadrabili attraverso etichette diagnostiche; chiunque senta il bisogno di un supporto per affrontare un periodo critico della propria vita, nel quale si avverta l’esigenza di apportare un cambiamento, potrà beneficiare di una serie di sedute, che permettano di focalizzare il problema, dargli un nome ed elaborare insieme la migliore strategia per affrontarlo. Come, ad esempio:

  • Bassa autostima
  • Difficoltà lavorative
  • Problemi di relazione di coppia e coniugali
  • Gestione del lutto
  • Difficoltà nelle relazioni familiari e nella gestione dei figli
  • Eccessiva timidezza ed introversione
  • Difficoltà a riconoscere e a far rispettare i propri diritti (anassertività)
  • Difficoltà nella gestione delle proprie emozioni (impulsività, irascibilità, rabbia, tristezza, chiusura)
  • Insoddisfazione per la propria vita o problemi esistenziali
  • Difficoltà di prendere decisioni di fondamentale importanza per la propria vita
  • Difficoltà a gestire la vita quotidiana in persone anziane e/o difficoltà dei familiari di persone anziane nel gestire gli eventuali disturbi e malattie del proprio congiunto nel contesto domestico.

I destinatari della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale sono Bambini, Adolescenti,  Età adulta, Coppia,  Genitorialità,  Famiglia,  Gruppo,  Terza età.

Metodologia e tecniche

Il terapeuta cognitivo-comportamentale possiede nel suo repertorio una serie di tecniche di derivazione comportamentale, cognitiva e relazionale, che utilizza all’interno della cornice della relazione terapeutica, vale a dire il particolare rapporto tra operatore e paziente.

In termini molto semplificati si può dire che l’intervento terapeutico si pone due obiettivi principali: il primo é quello di individuare e definire il tipo di pensiero che accompagna le emozioni negative (per esempio dolore, sconforto, paura); il secondo consiste nel cercare delle modalità alternative, più funzionali, di affrontare le situazioni problematiche. L’adozione di modalità di pensiero più costruttive conduce a una modificazione dell’esperienza emozionale dolorosa. Compito del terapeuta è individuare le tecniche più appropriate che potranno aiutare la persona a raggiungere questi obiettivi, mentre sarà compito di quest’ultima impegnarsi durante gli incontri e nella vita reale per seguire le indicazioni dell’operatore.

Per sintetizzare possiamo dire che le caratteristiche pregnanti di questo approccio terapeutico sono:

  • Mirato allo scopo: all’inizio della terapia, previa una approfondita valutazione diagnostica, vengono concordati gli obiettivi da raggiungere, viene stabilito un piano di trattamento che si adatti alle esigenze del singolo, vengono previsti i tempi e le modalità di verifica per il raggiungimento dei cambiamenti auspicati.
  • Attivo e collaborativo: terapeuta e paziente lavorano insieme per riconoscere e modificare le modalità di pensiero a partire dalle quali si originano i problemi emotivi e di comportamento. Il terapeuta propone le strategie cognitive e comportamentali per la soluzione dei problemi, il paziente avrà il compito di mettere in pratica le strategie apprese durante gli incontri nello spazio tra una seduta e l’altra.
  • Centrata sul presente: il lavoro terapeutico, soprattutto quando mirato alla soluzione di sintomi specifici, si basa sull’elaborazione di quello che succede nella vita attuale della persona. L’attenzione al passato e alla “storia” personale è sicuramente importante in fase diagnostica e in alcune categorie di intervento, ma normalmente la terapia cerca innanzi tutto di far uscire il paziente dai paradossi mentali in cui è caduto.
  • A breve termine: in genere gli interventi variano, in funzione del tipo di problema, dai tre ai dodici mesi. In ogni caso i cambiamenti vengono monitorati a scadenze prestabilite in partenza, ed è quindi possibile la valutazione dell’efficacia dell’intervento.
  • Integrabile e flessibile: nei casi di particolare gravità si presta, per le ragioni viste sopra, a sinergie con il trattamento psicofarmacologico; rappresenta inoltre un riferimento teorico e strategico centrale nei programmi complessi di riabilitazione psicosociale per pazienti psichi
  • Efficace a lungo termine: le tecniche cognitivo-comportamentali si prestano facilmente a una misurabilità dei risultati che riescono ad ottenere. Le ricerche effettuate finora, in studi replicabili, dimostrano che, per una vasta gamma di disturbi, i cambiamenti ottenuti con queste tecniche si mantengono a lungo nel tempo.