24 Feb

Figli: come fargli accettare apparecchio e/o occhiali

La Dott.ssa Elena Tironi e il Dott. Simone Algisi intervistati dalla rivista StarBene (febbraio 2015).
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L’aria da secchione con gli occhiali non ha impedito a Piero Barone del trio Il Volo di vincere il Festival di Sanremo. E sullo stesso palco Malika Ayane ha infranto un tabù: ha cantanto sfoggiando una scintillante ferraglia (così definita da lei su Facebook), il suo apparecchio ortodontico.Un gesto coraggioso per il mondo dello spettacolo italiano (all’estero non farebbe notizia, visto che l’apparecchio è stato sdoganato anni fa da personaggi come Tom Cruise, Madonna e Faye Dunaway), che ha fatto esultare i genitori alle prese con figli riluttanti: in quattro minuti di canzone, Malika ha dimostrato che si può essere talentuose, belle e apprezzate anche con un filo d’acciaio sui denti! Per un bambino o un ragazzo, accettare l’apparecchio o gli occhiali non è semplice: c’è chi li considera una limitazione della libertà (“Come farò con il basket?”), chi ne fa un problema estetico (“Sarò bruttissima!”), e chi teme il disagio (“Farà male?”). Aiutare i figli in questa fase è possibile. Ecco le strategie consigliate dai nostri esperti.

Le reazioni più comuni
«Per alcuni bambini, dover mettere gli occhiali o l’apparecchio non costituisce un grosso problema: “Se lo dicono mamma e papà, sarà giusto così”», spiegano Simone Algisi ed Elena Tironi, psicologi e formatori dello studio Albero di Psiche.
«Per molti, invece, è decisivo l’ambiente scolastico: i commenti e gli scherzi dei compagni non ne facilitano l’accettazione». E per i ragazzi delle medie? «Spesso è un duro colpo in una fase di scoperta di sé: a questa età hanno paura del giudizio del gruppo e dell’altro sesso». «Per gli occhiali, alle superiori la traiettoria si biforca: alcuni li scoprono come una freccia al proprio arco con cui dire qualcosa di sé, altri ne soffrono il peso».

Le strategie da mettere in atto
Come aiutare tuo figlio ad adeguarsi alla novità? «Considera l’evento come qualcosa di importante per lui, senza banalizzarlo né ingigantirlo. Vivilo con atteggiamento positivo e non come una sventura», consigliano gli psicologi Algisi e Tironi.
«Il “supporto” di personaggi fantastici o reali può essere utile: gli eroi con occhiali, per esempio, sono Harry Potter e Peter Parker/Spiderman, oppure Gabby e Mae, protagoniste del film Come creare il ragazzo perfetto. La serie animata Sorriso d’argento, poi, è incentrata su un’adolescente con apparecchio. Per quanto riguarda gli occhiali, con i più grandi la scelta della montatura è essenziale: l’immagine è tutto!
Chiedi l’appoggio di un ottico con una certa sensibilità al riguardo e aiuta il ragazzo a capire come possano fargli acquisire un tocco in più, un certo fascino». E l’apparecchio? «Spiega a tuo figlio che si tratta di qualcosa di transitorio che lo migliorerà», risponde Isabella Grion, odontoiatra specializzata in pedodonzia e socia della Società italiana di odontoiatria infantile. «Attenzione ai primi tempi: sono i più duri, perché il ragazzo si rende conto di quanto sia impegnativo portarlo e può demoralizzarsi. Fagli sentire che lo capisci e aiutalo a risolvere i problemi pratici: insegnagli ad applicare la cera sulle parti sporgenti per proteggere l’interno della guancia, e, se è piccolo, seguilo nelle operazioni di pulizia».

Gli errori da non commettere
Quali comportamenti è meglio evitare, invece? Secondo gli psicologi, «gli errori in buona  fede sono generalmente due: la banalizzazione e l’insistenza. In pratica, non sminuire i dubbi o il disagio di tuo figlio, e, nel caso degli occhiali, non scegliere la montatura al suo posto. Astieniti anche dal colpevolizzare troppo il ragazzo che non accetta subito l’apparecchio o gli occhiali e dal richiamare il tema a ogni occasione: un’osservazione come “Vedi che lui lo porta senza problemi?!” è fastidiosa e controproducente. Per non parlare dell’“esibizione” del ragazzo con l’invito ad apprezzarne il nuovo look: “Diglielo anche tu che sta bene: meglio lasciar perdere!».

a cura di Francesca Lucati