02 Set

L’ansia in età evolutiva: quando è un problema e cosa si può fare

I genitori di Luigi si rivolgono a me perchè il figlio, da diversi mesi, non va volentieri a scuola e ha disturbi gastrointestinali significativi. I genitori di Rebecca chiedono un aiuto perchè la figlia, che soffre di mutismo selettivo, dice di voler fare qualcosa: va in terza media, vuole riuscire a farsi degli amici. Federico, che convive quotidianamente con il disturbo dell’attenzione e dell’iperattività, quando apre il diario e vede troppi compiti corre al bagno per un lungo periodo di tempo o procrastina il momento dello studio finchè arriverà a scuola con delle lacune. Alessandra, che soffre per la morte del suo papà, ha paura di rimanere a casa da sola e ogni tanto del buio, pensa che potrebbe succedere qualcosa di brutto anche ad altri. Ilenia, mi racconta la mamma, diverse mattine alla settimana dice ai genitori di non voler andare a scuola e fatica ad alzarsi dal letto.

L’ansia non è solo una cosa da grandi. Anche nei bambini è possibile trovare una forma d’ansia, a volte una vera e propria angoscia caratterizzata da un forte senso di preoccupazione o aspettativa del peggio. Il bambino si può sentire irritabile, insicuro, sempre alla ricerca di rassicurazioni, di gratificazioni oppure proverà a gestire questa sua angoscia tendendo alla perfezione in ogni cosa che fa. Come nell’adulto l’ansia è associata a manifestazioni somatiche quali mal di testa, male allo stomaco o tensione muscolare che possono portare i bambini o i ragazzi a chiedere di non andare a scuola o di uscire prima.

Innanzitutto occorre sottolineare che avere l’ansia non significa “essere malati”: l’ansia è normale, tutti la provano in certe situazioni, non è pericolosa o dannosa di per sè e non va demonizzata. E’ adattiva perchè ci prepara quando siamo di fronte ad un pericolo reale (quando ci troviamo davanti un serpente velenoso!) o ci aiuta ad affrontare situazioni importanti (parlare davanti a tante persone). La nostra mente e il nostro cuore vivono l’esperienza della vita dentro il nostro corpo, quando proviamo ansia il nostro corpo risponde in tre modi: attacco, fuga o congelamento. Molto probabilmente senza tutto ciò, la specie umana non sarebbe sopravvissuta e tale eredità ci consente quotidianamente di difenderci e di portare avanti scelte consapevoli. L’ansia però “può diventare un problema quando il nostro corpo reagisce come se ci fosse un pericolo che invece non c’è” provocando eccessiva preoccupazione e malessere mentale o fisico fino, alle volte, all’incapacità di svolgere, parzialmente o completamente, le attività di tutti giorni. Nei bambini e negli adolescenti può rappresentare il sintomo principale dei disturbi d’ansia (ansia generalizzata, disturbo ossessivo-compulsivo, fobia sociale), affiancare sintomi di altri quadri diagnostici o costituire una fonte temporanea di disagio che provoca blocchi e sofferenze.

Laddove, come genitori o insegnanti, vi accorgiate di pensieri o comportamenti dei vostri bambini e ragazzi, che, prima di tutto per loro, sono fonte di eccessiva preoccupazione o malessere sia fisico sia nei rapporti con i coetanei, non esitate a contattare un professionista che vi aiuterà a comprendere il problema dandovi un aiuto competente. Nel nostro studio ci occupiamo di problematiche di questo genere e di più ampio spettro emotivo con cicli di trattamento in studio o a livello domiciliare con il servizio di Psico-Tutor Emotivo, un tipo di intervento innovativo in Italia, ideato da noi grazie all’incontro con tante famiglie (per scoprire di cosa si tratta: https://www.alberodipsiche.it/servizi/psico-tutor ).

Ogni bambino o ragazzo è unico! Per questo non c’è uno schema che possa dirsi valido per tutti nè questo articolo ha l’intento di darvi un prontuario per un intervento fai da te. Voglio in ogni caso suggerirvi alcuni “campanelli d’allarme” da prendere eventualmente in considerazione e qualche indicazione utile.

Alcuni campanelli d’allarme per i disturbi d’ansia in età evolutiva (ognuno va contestualizzato sulla base del tipo di vissuto e della persona che si ha davanti, prima di tratte conclusioni è utile chiedere un parere esperto):

  • il bambino prova eccessiva preoccupazione per eventi quotidiani e sente di non avere controllo su di essi
  • Preoccupazioni ricorrenti per le contaminazioni
  • Paura costante che qualche persona cara si ammali o che le succeda qualcosa di grave
  • Messa in atto di azioni rituali tranquillizzanti che occupano gran parte della sua giornata
  • Eccessiva paura e preoccupazione di parlare o mangiare davanti agli altri, di parlare o scrivere in classe
  • Paura di stare in un luogo chiuso con estranei
  • Paura di parlare con le persone, di incontrare estranei, di partecipare a eventi sociali

Di seguito alcuni suggerimenti sicuramente utili per i bambini e i ragazzi che vivono stati d’ansia, ma buoni per ogni situazione un po’ preoccupante per loro:

  • Cercate di individuare quali sono i pensieri che provocano preoccupazione al bambino e al ragazzo, se sono disfunzionali portano più malessere, fatevele dire, raccontando magari le vostre paure quando avevate la loro età
  • Aiutate il bambino o il ragazzo a non cercare continue rassicurazioni: “più lo si rassicura più lui chiederà che si faccia ma è una soluzione ‘cerotto’, allevia l’ansia solo momentaneamente ma in verità non fa che alimentarla”. Continuare a rassicurarli passa loro il messaggio che sono in una situazione di pericolo. Il conforto è buono ma va dosato e scelto quando la situazione lo richiede.
  • Insegnategli a convivere con un po’ di incertezza, per esempio facendogli portare a termine i compiti senza che nessuno li abbia controllati.
  • Fategli vedere un’altro punto di vista: se, ad esempio, sono molto preoccupati perchè avete fatto tardi o perchè in classe ci sono dei compagni che ridono vicino a lui fatevelo raccontare. Se, ad esempio, aveva paura che avreste fatto un incidente o che quei compagni ridessero proprio di lui potreste riflettere insieme sul fatto che un ritardo non significa per forza una disgrazia, vi siete fermati di più dagli amici, allo stesso modo non è detto che i compagni stessero ridendo proprio di lui ma magari lui stava passando di lí mentre era in corso il racconto di una barzelletta.

Ho voluto dedicare uno spazio ad un argomento del genere non per provocarvi maggiore ansia! Il mio intento è quello di accompagnarvi in una riflessione consapevole sul benessere dei vostri bambini e ragazzi perchè, in fondo, anche con il nostro contributo possano spendere tutte le loro energie in un’infanzia e un’adolescenza serena e appassionante!

Dott.ssa Marinella Vicini, psicologa dell’età evolutiva
348 4200808 – marinella.vicini@gmail.com

Bibliografia:
Ho preso spunto dalla mia esperienza professionale e dal testo “I disturbi d’ansia in età evolutiva,” A. Montano, R. Rubbino, F. Salvaguardia, Istituto A. T Beck.

I nomi dei bambini sono inventati per salvaguardare la loro privacy.